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mercoledì 28 marzo 2012

Buona Pasqua


Sei Missionario
Sei Missionaria
Va e...
- Non portare con te solamente la parola, affilata come una spada pronta per il combattimento;porta con te, nella voce e nel canto, la melodia del sogno e della speranza.

-- Non portare con te solo occhi critici, capaci di denudare l’ingiustizia e l’oppressione;porta con te anche uno sguardo dolce e pieno di tenerezza, capace di perdono e misericordia.

- - Non portare con te solamente mani ferme e forti per poter rimuovere barriere e ostacoli; porta pure con te, sulla punta di dita sensibili, il balsamo che cura le ferite del corpo e dell’anima.

- - Non portare con te solamente piedi duri e callosi atti a percorrere strade impervie e inospitali; porta anche passi lievi e pazienti, sintonizzati con il ritmo dei più deboli.

- - Non portare solamente la Buona Notizia del Vangelo, come un tesoro di pietre preziose; porta con te pure l’arte, la grazia e la magia di trasmetterla ad altre culture e popoli diversi. Non portare solamente uno spirito di fede, che tutto vince, supera e sublima; porta con te un cuore aperto al dialogo, alla solidarietà e alla pace.

- . Non portare solamente l’acqua viva del messaggio, assieme alla certezza che il Signore ti invia; porta pure la tua sete, i tuoi dubbi e domande, poiché evangelizzare è un movimento a mano alterna.

- - Non portare solo l’udito attento e la risposta pronta alla sofferenza e alla gioia di tanti cammini; porta pure, dinanzi al dolore, il silenzio rispettoso, poiché una storia nuda è come un tabernacolo con le porte spalancate.

BUONA PASQUA 2012





sabato 31 dicembre 2011

Il RITORNO DI GESU' VI

E Gesù aggiunge:

“ A me non piacerebbe che egli voltasse. Non serve a nulla. Egli venne duemila anni fa e lasciò i suoi insegnamenti. Alcuni li seguono, altri no. Se il mondo è così com’è, al punto che io vivo per strada e tu vendi il tuo corpo per vivere, la colpa è nostra che non diamo importanza a ciò che lui insegnò. Vedi, oggi è Natale, e per chi nasce Gesù?”.

“Nel mio cuore nasce ogni giorno. Mi piace molto pregare, non faccio male a nessuno, aiuto chi posso. Ma sai di una cosa? Mi piacerebbe poter parlare con Gesù, così come noi due stiamo chiacchierando ora.

“ E che cosa gli chiederesti?”.

“ Beh….gli chiederei se essere prostituta è peccato. Perché ho ascoltato un prete dire di sì, e un altro affermare di no. Che ne pensi?”

“ Penso che Dio è più mamma che papà. E se non erro, mi ricordo che una volta Gesù disse ai farisei che le prostitute li precederanno nel Regno dei Cieli”

Nel cuore di questa notte

la bontà di Dio scende sulla terra e conversa con noi!

BUON ANNO

venerdì 30 dicembre 2011

Il RITORNO DI GESU' V

“Non hai famiglia?” Chiede Gesù.

“Ce l’ho là, nel mio piccolo paesino. Ho lasciato quella situazione di miseria per tentare una vita migliore qui in città. E poiché non ho nessuna istruzione, l’unico modo per guadagnare qualcosa è vendere a ore il mio corpo”

“E questa notte di Natale non significa niente per te?”

“Oh, tu non puoi immaginare quanto oggi ho pianto, là nella pensione. Eravamo poveri, ma la notte di natale mia madre ammazzava un galletto e, prima di mangiare, tutta la famiglia recitava il rosario e cantava Astro del Ciel. Ciò mi lasciava molto felice. Basta il ricordo che subito i miei occhi si riempiono di lacrime”. La donna fa una pausa, per asciugare le lacrime e chiede:

“Che ne pensi: se Gesù voltasse oggi, il mondo sarebbe migliore?

“ Non saprei …e tu cosa dici?”

“Penso che nessuno gli darebbe importanza. Questa gente si interessa più di festa che di fede"

giovedì 29 dicembre 2011

Il RITORNO DI GESU' IV

Passa davanti ad una panetteria che sta per chiudere. Il commesso, vedendo quel raccoglitore di bottiglie e lattine, ne ha compassione e lo invita a fermarsi. Entra, e poi ritorna con una borsa di plastica, ove ha messo del pane, alcune fette di salame e un refrigerante: “E’ per te. Fa un po’ di festa, è Natale!”Gesù arriva in una piazzetta mal illuminata. Cerca un posto ove sedersi e mangiare qualcosa. Una donna, vestita un po’ succintamente le si avvicina:

“Ehi, che cos’hai lì dentro?”

“Pane, salame e refrigerante”

“Oggi non ho mangiato nulla. E la notte si annuncia molto scarsa. Sono due ore che sto qua e nessun cliente si è fatto vivo. Quasi quasi penso che nella notte di Natale gli uomini si sentono in colpa e non ci frequentano”.

Gesù prepara un panino e lo offre alla donna dicendo:

“ Se non ti dà fastidio di bere a canna…

“ Se mi dà fastidio? - mormora la donna- se avessi disgusto di qualcosa, non starei qui ad aspettare clienti".

martedì 27 dicembre 2011

Il RITORNO DI GESU' II

Gesù esce per strada e si pone a osservare le vetrine delle botteghe, tutte ricolme di addobbi natalizi. Cerca un presepe, i re magi, un Bambinello…Vede solamente un vecchio con la barba bianca e una pancia grossa, in testa un berretto rosso, uguale al vestito che indossa. Il bimbo nato in Betlemme è stato sostituito da Babbo Natale. La festa religiosa sta cedendo il passo a un consumismo sfrenato.

E’ impressionato dalla rapidità dei flash e dalla quantità di annunci offerti dai televisori esposti nelle vetrine. Commenta con lo Spirito Santo:

“Se ci fosse stata la Tv, nella mia epoca, avrebbero trasmesso il Discorso della Montagna come sovversivo e avrebbero esibito la Moltiplicazione dei pani come una azione stupefacente.. Se dessi adito, una qualsiasi marca di birra mi avrebbe patrocinato…”

Cercando materiale riciclabile, Gesù si sorprende con la quantità e la varietà di rifiuti che incontra. Quante cose lui non conosce! Quante cose superflue le persone consumano! Quanta devastazione della natura!

lunedì 26 dicembre 2011

Natale 2011


Il RITORNO DI GESU’ 25 Dicembre 2011

Gesù, senza dare molto nell’occhio, torna a visitare la terra.Viene nella persona di un raccoglitore di materiale riciclabile e abita per strada. Mangia cibo preparato da venditori ambulanti o resto di cibo che, dal retrocucina, i ristoranti gli offrono.Cammina sempre con una colomba sulla spalla destra.

Passando davanti alla porta di un teatro si meraviglia di come le persone ben vestite lo osservano. Allora si ricorda che, nella Palestina del secolo I, la sua presenza suscitava curiosità in alcuni, e avversione in altri, come i farisei e sadducei. Ora, invece, predomina l’indifferenza; nella grande città si sente un nessuno.

All’ingresso di un’università, mentre sta rovistando fra i rifiuti, nessun studente o professore lo nota. “Se a rovistare fosse un topo, le persone mostrerebbero un grande spavento” pensa fra sé. Mentre ora niente, nemmeno si percepisce la sua presenza; o si considera del tutto normale che un poveraccio rovisti tra i rifiuti. Grazie al suo occhio soprannaturale, capace di cogliere l’anima e la mente della gente, Gesù sa che quelle persone sono, quasi tutte, cristiane.

lunedì 16 agosto 2010

Vita d'asino

PREGHIERA DEGLI ASINI


Dacci, Signore, di mantenere i piedi sulla terra,
e le orecchie drizzate verso il cielo,
per non perdere nulla della tua Parola.
Dacci, Signore, una schiena coraggiosa,
per sopportare gli esseri umani più insopportabili.
Dacci, Signore, di camminare diritti,
disprezzando le carezze adulatorie
e schivando le frustate.
Dacci, Signore, di essere sordi alle ingiurie, all’ingratitudine,
è la sola sordità cui aspiriamo.
Non ti chiediamo di evitare tutte le sciocchezze,
perché un asino farà sempre delle asinerie…
Dacci semplicemente, Signore, di non disperare mai
della tua misericordia così gratuita
per quegli asini così disgraziati che siamo,
a quanto dicono quei poveri esseri umani,
i quali però non hanno capito nulla
né degli asini, né di Te,
che sei fuggito in Egitto con uno dei nostri fratelli,
e che hai fatto il tuo ingresso profetico
a Gerusalemme,
sulla schiena di uno di noi.

domenica 16 maggio 2010

Prete oggi


E' notte fonda. Oggi ho partecipato ad un evento eccezzionale. Una grande chiesa tutta piena di uomini. Sono i gruppi degli "uomini del rosario" che si sono dati appuntamento nel santuario mariano diocesano. Sono gruppi di uomini che ogni settimana si riuniscono per recitare il rosario.


E con questa immagine negli occhi voglio continuare la mia riflessione sul "prete oggi".

Siamo consacrati per essere uomini del Risorto!
Ciò che mantiene viva la nostra vocazione sacerdotale è il fatto di stare con la gente e le comunità cristiane nei crocevia della vita. Quante volte siamo chiamati a collocare nei bimbi la “prima veste” quella del battesimo! Quante volte siamo chiamati dalle persone che indossano l’”ultimo vestito” quando ragionamenti e sicurezze, soldi e prestigio abbandonano la loro barca! In quanti momenti abbiamo detto “tanti auguri” agli sposi novelli o “alzati e cammina “ agli ammalati, o “pace e bene” agli afflitti e il perdono ai peccatori! In questi spazi di vita tocchiamo con mano il Risorto, rivestito con la sua gloria e le sue piaghe, che sono pure le nostre.

Siamo consacrati per essere testimoni di sobrietà!
Il sacerdote è chiamato a una vita di spogliazione. Uno spogliarsi che significa liberarsi di privilegi e spargere al vento desideri, saperi e oggetti che creano dipendenze. Il distacco e l’ascesi sono fondamentali per la costruzione di una vita libera e integrale. Essi ci allertano e ci liberano dai desideri artificiali, creati da un’industria che guadagna facendo leva sull’ansietà consumistica che continuamente promuove. Il distacco come impegno nel liberarsi del non-necessario perché tutti possano usufruire del necessario ha una funzione sociale che destabilizza il sistema e promuove fraternità. I doni, siano essi saperi, beni materiali o doni spirituali, non sono proprietà di quelli che li possiedono, ma di coloro che ne hanno necessità.
Nell’essere solidario, sobrio e compassionevole il sacerdote si fa compagno di strada di un popolo che porta sulle spalle carichi pesanti ed è vicino a tutti quelli che cercano un senso alla loro vita. Egli va incontro alle persone, cerca di assumere i loro linguaggi e i loro costumi; si adatta senza essere adattato. L’apostolo Paolo, il missionario senza frontiere, ci dà la misura certa: “Non conformatevi a questo mondo, ma trasformatevi, rinnovando la vostra mente, così da poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, gradevole e perfetto” (Rm 12,2). Nei crocevia della vita, nell’impegno e nella contemplazione, nei colloqui a notte fonda e nella preghiera, di mano data con la gente, con i colleghi con i nostri pastori, cresce la nostra esperienza di fede.

venerdì 14 maggio 2010

Prete oggi

E’con molta gioia che apprendo la notizia della tua ordinazione sacerdotale, carissimo diacono della chiesa italiana. E assieme a te molti altri giovani in questi giorni saranno ordinati sacerdoti. E da questa lontana terra di poveri mi sento vicino a te, ti accompagno con il pensiero e ti vedo salire trepidante l’altare del Signore. Mentre tu, assieme ai tuoi compagni, sali quei gradini, penso come dovrebbe essere oggi un sacerdote, e lo penso camminando e percorrendo questa terra secca e polverosa del Nordest Brasiliano, tra comunità povere e chiese fatte di poveri.
Siamo consacrati per essere uomini dal cuore rivolto ai miseri
In questa storia attuale, fatta di grandi cambiamenti, e che richiede da noi presbiteri una immensa creatività pastorale, è fondamentale riappropriarsi di quell’aspetto che da sempre distingue i discepoli e le discepole di Gesù Cristo: l’attenzione profonda ai crocifissi della terra, qualsiasi nome venga loro dato: poveri, esclusi, marginalizzati…In un mondo segnato dall’orizzonte di un guadagno senza limiti, da un individualismo profondo, da una religione che diviene grande affare commerciale e palco di futili apparenze, è la preoccupazione per la vita minacciata, crocifissa e distrutta che caratterizza il DNA dei seguaci di Gesù. I vescovi dell’America Latina hanno avuto il coraggio di affermare: “Tutto ciò che ha relazione con Cristo, ha relazione con i poveri, e tutto ciò che ha relazione con i poveri dice legame profondo con Gesù Cristo” (Documento di Aparecida n.393).




domenica 14 marzo 2010

Non puoi servire a due signori!


Oggi sono passato nell’immenso shopping-center di Recife. E’ il più grande dell’America latina. 360 vetrine espongono e mostrano agli occhi di tutti la loro mercatoria; Quattro piazze di ristoro emanano attraenti profumi di carni, di salse piccanti e cibi succulenti; trenta sale cinematografiche e altrettante sale gioco attirano bimbi e adulti; e una marea di gente elegante e ben vestita percorre su e giù gli spaziosi corridoi. E’ proprio vero: il consumismo è il nuovo stile di vita, la nuova “religione” dell’uomo e della donna di oggi. I supermercati e i grandiosi shopping sono le nuove cattedrali, le piazze sempre piene ove la gente si incontra, si riunisce e si identifica come ‘uomo consumatore’. Tutto sta diventando
merce: beni, valori, persone, popoli, la stessa madre Terra. La grandezza di una nazione viene misurata attraverso i numeri della crescita economica e non per lo stile di vita che si vive. Anche il Brasile è dominato da questa visione “economista”.
Per questo la campagna della Fraternità di quest’anno ci invita a riflettere e verificare la nostra vita e le nostre scelte quotidiane affermando che “Non si può servire a Dio e al Denaro” (Mt 6,24).
Il denaro è necessario in un mondo dominato dal mercato, ove tutto si compra e se vende. E’ necessario denaro per comprare cibo, vestiario, per aver cura della salute, per pagare la scuola, per aquistare la casa, per realizzare momenti di festa. Lo scintillio delle monete però si mescola facilmente con l’ambizione e il disamore.
Tu puoi diventare schiavo dei beni materiali e depositare in loro la tua sicurezza e il tuo ben-essere. Tu puoi vivere accumulando denaro, beni e proprietà, come se dipendessero da loro il senso e la felicità della tua vita. Tu non pensi che i tuoi beni possano essere superflui e le tue necessità possono essere immaginarie, indotte dalla propaganda, dalla moda e dalle sviluppo di fine settimana o fine stagione. Anche tu puoi vivere dimenticando che ci sono bambini abbandonati, poveri che vivono sulle strade, persone affamate e malate e vivi avendo cura del tuo denaro come se lui fosse Dio, chiudendo gli occhi dinanzi alle necessità del tuo prossimo. Esiste al mondo un miliardo di affamati! Una persona su sei che vivono sul pianeta terra. In Brasile 10 milioni di affamati e 40 milioni di poveri!
Nel secolo IV San Basilio, vescovo di Cesarea, esortando i suoi fedeli a non accumulare beni superflui, diceva: “Chi accumula più del necessario, pratica un delitto”. E San Gregorio, nello stesso periodo, affermava: “La solidarietà con il povero e l’immigrato è legge di Dio, non puro consiglio”.